Napoli. Gita, due libri ed il mare invernale.

E’ sabato! Questa é un’ottima notizia. Se state ancora godendo delle festività natalizie non disperate: avete ancora due giorni di vacanza. Se siete già a lavoro sta iniziando il week end. E se così non fosse vi invito a tenere per voi questi piccoli consigli di lettura e viaggio da utilizzare all’occorrenza.

Bagaglio a mano oggi vi porta a Napoli. Ci sono più o meno undici gradi, parzialmente nuvoloso.  La città é ancora tranquilla al mattino e la prima fetta di pizza con la mozzarella si scioglie in bocca che é un piacere.

Passeggiando nella via che scende da Piazza Plebiscito fino al mare mi fermo a guardare l’orizzonte con le onde che si frangono sulle rocce in modo piuttosto energico e rumoroso. Tutto ciò mi sembra in linea con la vivacita della gente che affolla noncurante i bar e i vicoli della città in una giornata che non é delle migliori.

Mi distraggo perché un uomo cerca di vendermi una telecamera digitale e quando lo abbandono, dopo aver faticosamente spiegato il mio disinteresse per quell’oggetto non essenziale, mi rendo conto che l’uomo mi ha sottratto troppo tempo!

La mia é una gita mordi e fuggi. Il tempo di mangiare una seconda fetta di pizza sugli scogli e di leggere due righe mentre ascolto il mare.

Mentre la prima fetta di pizza é già nello stomaco, la seconda é incartata a dovere tra le mani. Mi manca il libro peró e ne cerco uno in particolare.

Vedo una libreria entro e trovo il libro che cercavo!

Edito da “edizioni e/o” racconta la filosofia di vita di Massimo Troisi attraverso i ricordi di Anna Pavignani, sua amica ed amante. E’ un libro che vi sorprenderà. Anche il titolo ispira. “Da domani mi alzo tardi” é un libro da leggere (e rileggere, nel mio caso) ovunque vi troviate sia che amiate Troisi sia che non lo conosciate.

Mi cade poi l’occhio su una pila di libri di scrittori napoletani. Uno colpisce più di altri la mia attenzione: Napòlide dove Erri De Luca ci racconta Napoli sotto diverse sfaccettature.

“Paesaggio è dove l’aria non sbatte in faccia ai muri, dove gli occhi, possono liberare le diottrie a disposizione fino all’orizzonte. Paesaggio è dove noi di specie umana siamo in minoranza rispetto a uccelli, alberi, pesci. Mio paese d’infanzia è stato il mare, il Tirreno, isole vulcaniche spinte dal fondo degli abissi a emergere di slancio verso l’alto, materia flegrea effusa e rassodata al sole. Il fondale precipita a ridosso di costa, pochi passi e il vuoto sconfinato sotto i piedi. Chi s’immerge poggia sopra la vastità e si accorge di essere sorretto, di stare in cima al mare. Si galleggia grazie al principio di Archimede, ma, senza fare torto alla sua scienza, pure grazie alla profondità che da sotto spinge, perché vuole affiorare in superficie.”

(Cit. Napòlide – Erri De Luca)

Letto sul lungomare, con due pezzi di pizza nello stomaco e troppe idee nella testa.

Buona lettura. Librieco / Bagaglio mano.