In occasione delle elezioni regionali 2018, il Molise, conosciuta come “La regione che non esiste” sembra essere diventata l’unica regione che esiste. I suoi pochi abitanti, poco più di trecentomila, sono stati infatti presi d assedio da politici, telecamere e giornalisti. Il Molise è una regione che vive nella natura incontaminata, nella quiete dei piccoli paesi e nel silenzio. Si è ritrovata improvvisamente al centro di un focus mediatico inimmaginabile prima delle ultime elezioni politiche nazionali. I bar, gli alberghi, i locali sono affollatissimi (sembra di essere nel centro di Roma a primavera) e per prenotare una cena bisogna aspettare l’inizio delle settimana prossima. La gente del posto è certamente divertita. Chi fa una vita tranquilla e abbastanza abitudinaria, ben accoglie la possibilità di trovarsi d’improvviso nell’imbarazzo di scegliere tra eventi e comizi a cui presidiare. Vedere nel bar sotto casa Brunetta, Gelmini, Di Maio o chicchessia, genera una forte curiosità. Gli abitanti del Molise, mediamente schivi al nuovo, ma con il cuore aperto all’accoglienza, hanno subito colto l’occasione per invitare personaggi illustri a prender parte – almeno per un giorno – alle loro tradizioni e così si finisce per assiste anche ad una performance piuttosto pittoresca di Silvio Berlusconi che suona il bufù, strumento musicale locale simile ad un tamburo con al centro uno stantuffo. Vedendo queste scene alquanto divertenti mi chiedo quante di queste persone conoscano davvero la regione Molise. Cosa avranno pensato venendo qui (qualcuno solo per la prima volta)? Cosa hanno commentato mentre erano in macchina ed attraversavano le poche strade malconce che collegano l’interno alla costa adriatica? Avranno notato l’invecchiamento della popolazione, alcuni tentativi di industrializzazione di cui restano solo scheletri di sparuti capannoni e strutture, nonchè la forte assenza di giovani? O saranno semplicemente rimasti incantati dal paesaggio? Distese di terreni selvaggi e naturali, puntinati dalle luci di piccoli paesi, con un cielo notturno nero e profondo e con una luna incredibile che rischiara le valli fin dove l’occhio si perde, dove le montagne sono alle spalle ed il mare luccica sotto il profilo di colline colme di ulivi. A tutti quelli che, anche se solo per una volta, hanno poggiato lo sguardo sul Molise e ne vogliono sapere di più consiglio di leggere il meraviglioso libro di Maria Clara Restivo e Giulia Rabozzi La strada da fare – In cammino nella regione che (non) c’è. Il libro racconta un viaggio in Molise, fatto a piedi, da due ragazze di Torino. Le autrici non hanno raccontato nel libro le loro impressioni su questo territorio o il viaggio in sè; hanno fatto qualcosa di più originale, raccogliendo le voci e le testimonianze di coloro che questo territorio lo vivono, lo hanno vissuto, lo odiano e lo amano. Il libro è uno spaccato di quello che le persone vivono realmente e all’interno si trovano anche molte considerazioni ed esempi di quello che c’è, quello che manca e della strada da fare. Ne consiglio la lettura a chiunque si appresti a governare la regione Molise: può fornire molti spunti!

Racconti di viaggio. Due ostinate viaggiatrici decidono di attraversare il Molise.