L’innovazione attraverso l’arte. Dadaismo e surrealismo in mostra a Palazzo Albergati

Mi chiedo molto spesso dove ci stia portando questo tempo, la sensazione è quella di vivere una fase di stallo. Penso tuttavia che, come accade per ogni momento storico, saranno in particolare gli sguardi del dopo a fare luce sugli eventi, a scorgerne i lampi di trasformazione, la svolta epocale. I nostri passi, con i successi, gli errori, i lanci nel vuoto e i paracadute, sono i passi del futuro. Quello che viviamo è un tempo dinamico e anti dinamico allo stesso modo. Mi viene in mente l’opera che Marcel Duchamp realizzò nel 1913, Ruota di bicicletta. Una ruota bloccata su un appoggio immobile, un simbolo di movimento legato a una condizione statica. Un’intuizione che nasce dal rifiuto incondizionato della pittura tradizionale e che al contempo rappresenta una rivoluzione culturale. Sono le nuove percezioni quelle che determinano il divenire, il cambiamento, la svolta. Non è facile affidarsi alla trasformazione, al salto verso un nuovo modo di concepire, ma è necessario saperla accettare e cogliere in essa l’opportunità di una nuova promessa. Duchamp rovesciò il pregresso ambito artistico con il manifesto di un nuovo movimento noto come dadaismo. I dadaisti trascesero la realtà, ma non se ne discostarono, le raffigurazioni e le opere si fusero in essa. Gli scenari onirici, il desiderio al limite tra abuso e culto della donna musa, il biomorfismo e la metamorfosi, furono le svolte maggiormente caratterizzanti. L’innovazione abitò proprio nel nuovo modo di concepire, in particolare attraverso l’utilizzo di materiali inconsueti, delle bizzarre tecniche di montaggio, del collage realizzato mediante la sovrapposizione di forme di ritaglio, fotografie, oggetti tridimensionali o supporti di precedenti opere d’arte. A Bologna è possibile contemplare le suesposte creazioni artistiche nella mostra curata da Adina Kamien-Kazhdan curator of Modern Art at The Israel Museum, che fino all’11 febbraio 2018 sarà ospitata da Palazzo Albergati e patrocinata dal Comune di Bologna e dall’Ambasciata di Israele. L’esposizione presenta al pubblico numerosi capolavori, tra cui: L.H.O.O.Q. (1919/1964) di Duchamp, Surrealist Essay (1934) di Dalí, Main Ray (1935) di Man Ray, Le Chateau de Pyrenees (1959) di Magritte. Questo evento, oltre a essere un invito all’arte, suggerisce spunti di riflessione su come l’apertura e la spinta alla mutazione ingeneri la svolta personale e getti le basi per l’innovazione di un’epoca.

Per maggiori informazioni: Palazzo Albergati

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