Libri per l’estate. Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli.

Cosa fa una quarantenne che decide di lasciare la città ed il lavoro per andare a vivere in un piccolo paese? E’ ovvio… si iscrive a Tinder. Peccato, però, che Teresa Papavero (protagonista del libro di Chiara Moscardelli – Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli) non sembri essere particolarmente fortunata in questo genere di cose perché il ragazzo che l’ha invitata a cena decide di buttarsi dalla finestra!

Figlia di un famoso profiler, la protagonista del libro di Chiara Moscardelli sarà coinvolta suo malgrado nell’annosa vicenda della ricerca della verità in un paese dove deve scontrarsi con una mentalità chiusa ma dove al contempo ritrova il senso della comunità.

Divertente e leggero questo libro ci rende complici della protagonista che si districa tra le avances di un poliziotto ingaggiato per portare avanti l’indagine e il presentatore televisivo di una trasmissione per la ricerca di persone scomparse.

La vicenda porta vitalità tra gli abitanti di Strangolagalli che finalmente hanno qualcosa di entusiasmante di cui parlare e sparlare.

”- Signorina Papavero, lei non collabora. –  La stanza degli interrogatori della piccola caserma dei carabinieri di Strangolagalli era caldissima e il ventilatore nell’angolo sembrava non funzionare, per quanto il maresciallo Nicola Lamonica provasse a rianimarlo con malcelata ostinazione. Secondo Teresa Papavero, però, quella non poteva certo definirsi una stanza degli interrogatori. Sembrava piuttosto il soggiorno della signora Marisa, la governante che si era presa cura di lei quando era piccola. Il centrino sotto il ventilatore ne era la prova. – Non dica così… – rispose Teresa, sventolandosi il viso con il bordo della gonna nera e mostrando al povero maresciallo il tulle sottostante. E non solo quello. – La verità é che fa troppo caldo qui dentro. Ha controllato che la spina sia attaccata? E il pulsante? – Nicola Lamonica la guardò sgomento. Con chi credeva di avere a che fare? Con un imbecille? Il fatto che fosse finito a lavorare in un posto come quello, un borgo di poco più di duemila anime in provincia di Frosinone, non significava nulla. Quando ancora prestava servizio a Napoli era considerato da tutti un uomo dall’intelletto fine e dal grande intuito. Ovvio, quindi, che la spina fosse attaccata. – Si concentri, la prego – proseguì spazientito. – Ha capito o no che si trova in guai seri? – Ma perché? Non l’ho mica ammazzato io! – Se lo dice lei… – Certo che lo dico io! -“

“- Per lei deve essere stato uno shock trovarsi lì in quel momento – riprese con voce pacata. Teresa annuì con enfasi. – Se però riuscisse a raccontare per bene i fatti, le circostanze che l’hanno condotta a casa della vittima, mi sarebbe più facile aiutarla. Da quanto tempo vi conoscevate? Avevate una relazione? Era un suo amico? – E va bene, glielo dico! Però deve promettermi che rimarrà tra noi. Sa come funziona qua in paese, la gente chiacchiera… – Ma certo! Ci mancherebbe sono un uomo di legge io! – Speriamo – disse Teresa, senza celare un certo scetticismo al riguardo. Ma prima che il maresciallo potesse replicare, continuò: – Ci eravamo conosciuti su Tinder – Prego? – Tinder ha presente? – Temo di no. – “

 

 

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