Oggi, in attesa della notte degli Oscar, vorrei parlarvi di Chiamami col tuo nome, la pellicola di Luca Guadagnino che ha già ricevuto prestigiosi riconoscimenti oltra a quattro nomination agli Oscar come miglior film, miglior attore protagonista (Timothe’e Chalamet), miglior canzone (Mystery of Love scritta, cantata e prodotta da Sufjan Stevens) e migliore sceneggiatura non originale. Il libro mi ha incantata e il film ha saputo fare altrettanto.

Chiamami col tuo nome

Drammatico, sentimentale – Italia, Francia, brasile, USA, 2017, durata 130 minuti.

Regia: Luca Guadagnino

Con: Armie Hammer, Timothée Chalamet, Michael Stuhlbarg, Amira Casar, Esther Garrel, Victoire Du Bois.

Nature has cunning ways of finding our weakest spot.

Chiamami col tuo nome, prima di essere una storia d’amore gay, è una storia d’amore inteso in senso universale capace di raccontare con una delicatezza unica, attraverso i due protagonisti, la nascita di un sentimento profondo e il percorso di crescita del diciassettenne Elio attraverso la scoperta di sé, l’accettazione e anche il dolore. Guadagnino ha saputo compiere un’opera prodigiosa restituendo sulla pellicola il mood originale del romanzo di Aciman anche grazie all’espressività di Timothée Chalamet che si è calato alla perfezione nei panni di Elio. La pellicola che è ambientata nei primi anni ’80, sullo sfondo di una meravigliosa villa del XVII secolo, ha inoltre il merito di riportarci indietro nel tempo ad anni in cui, in mancanza delle moderne tecnologie, le estati erano intense, pigre, e fatte di lunghi momenti di attesa.

Trailer originale: Chiamami col tuo nome

Le mie impressioni sul romanzo: Chiamami col tuo nome, André Aciman