Libri da rientro. L’ikigai e le zone della terra più longeve.

Settembre è il mese degli ultimi bagni al mare o (a seconda dei casi) delle prime piogge. In realtà le belle giornate non sono veramente finite e questa linea di demarcazione tra l’estate e la fine dell’estate non è così netta, si tratta piuttosto di una condizione mentale. Qualunque sia la percezione che voi abbiate di questo periodo è un dato di fatto che molti di noi hanno voglia, grazie anche al recupero delle energie fisiche, di fare progetti o buoni propositi. Spesso i programmi per l’autunno prevedono uno stile di vita più salutare. Un libro molto utile che vi propongo di leggere è Ikigai di Héctor Garcìa (Kirai) e Francesc Miralles. Anche se all’apparenza potrebbe sembrare un semplice libro di ‘self-help’ (cosiddetti libri di auto aiuto) non è solamente questo. Sapete che esistono delle zone della terra dove vivono popolazioni ultracentenarie (ovvero la percentuale di ultracentenari è significativamente più alta della media mondiale)? Ebbene queste zone sono: Okinawa in Giappone, Nuoro e Ogliastra in Sardegna, Loma Linda in California, Penisola di Nicoya in Costa Rica, Icaria in Grecia. Queste zone del mondo, denominate zone blu, sono state individuate e studiate per cercare di capire quali caratteristiche hanno in comune gli uomini che le abitano. La ricerca è stata condotta da Dan Buettner – giornalista del National Geographic – che ne parla nel libro Lezioni di lunga vita. Le zone blu. I segreti delle popolazioni ultracentenarie. Ikigai è una parola giapponese che indica una grande passione (diversa per ciascuno di noi) che rende soddisfatti e dà senso alla nostra vita. Ebbene sembrerebbe che un ikigai chiaro e definito sia uno degli aspetti che accomuna le persone con vita più sana e longeva. 

Secondo gli scienziati che hanno messo a confronto la vita nelle cinque zone blu, i segreti della longevità sono la dieta, l’esercizio fisico, avere uno scopo nella vita (un ikigai) e legami sociali positivi, cioè poter contare su molti amici e buoni rapporti in famiglia.”

“È interessante notare che tre di queste zone corrispondono a tre isole, dove le comunità hanno meno risorse e i loro abitanti sono costretti ad aiutarsi tra loro. Per molte persone, proprio il fatto di doversi aiutare a vicenda può costituire un ikigai così forte da spingerle a continuare a vivere.”

Il Giappone è il Paese campione di longevità e uno dei paesi in cui il concetto di ikigai (avere un obiettivo che guidi nella vita e spinga a creare cose belle e utili per se stessi e gli altri) è particolarmente presente.

Che cos’hanno in comune i takumi (artigiani), gli ingegneri, gli inventori e gli otaku (i fan di anime e manga)? (…) la capacità di farsi assorbire dal compito che stanno svolgendo, dimenticandosi del tempo che passa, e la perseveranza quando si tratta di risolvere un problema. (…) La dedizione assoluta al cliente non è esclusiva dei conbini (negozi aperti ventiquattr’ore su ventiquattro): chi visita il Giappone può sperimentarla in prima persona in quasi tutti gli esercizi pubblici. (…) Questo Paese ha la speciale capacità di innovare con le tecnologie più avanzate e al tempo stesso mantenere intatte le tradizioni e le tecniche artigianali.”

Steve Jobs, cofondatore di Apple, era un grande ammiratore del Giappone. Il suo giapponese preferito si chiamava Yukio Shakunaga ed era un takumi (artigiano) di Toyama che usava una tecnica padroneggiata da pochissime persone per lavorare la ceramica: unico artista della sua categoria a conoscere il processo di fabbricazione degli oggetti di ceramica fin dalla loro origine. Fin dal suo primo viaggio in Giappone, Steve Jobs fu conquistato dall’artigianato locale, dall’ingegneria (soprattutto dalla Sony), dalla filosofia (specialmente lo zen) e anche dalla cucina (in particolare il sushi) e ne trasse ispirazione per il suo lavoro.”

Un altro celebre esempio di artigiano Giapponese è Hayao Miyazaki (regista di film di animazione che ha fondato lo Studio Ghibli).

“[…] Miyazaki non solo difende l’importanza di ristabilire il legame con la natura, ma è anche uno di quegli artisti che si lasciano guidare dall’attività presente. […] Il primo giorno di “pensione”, invece di partire per un viaggio o rimanere a casa, è andato allo studio Ghibli e si è seduto a disegnare. […] È davvero possibile abbandonare per sempre un’attività che ci appassiona?”.

In tutto il mondo esistono persone che hanno centrato la vita sulle passioni e le hanno perseguite con dedizione, uno di questo è Einstein che aveva due ikigai molto forti: la fisica e la musica. Questo libro mostra come perseguire le passioni che stimolano la nostra vita permette di vivere bene e più a lungo. Settembre, con le sue giornate miti e le gite all’aria aperta, può essere un buon momento per chiedersi qual’è il nostro ikigai. E se lo sappiamo già? Rimboccarsi le maniche e metterci dentro tanta determinazione!

Buon lavoro a tutti (giapponesi e non).

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