Sono preoccupato. É da qualche settimana che si comportano in modo strano. Uscivano ogni giorno, ora invece lo fanno raramente e con il viso coperto da uno strano oggetto che non avevo mai visto. Dall’entusiasmo che hanno mostrato quando l’hanno indossato per la prima volta mi sembra di capire che non ne avessero mai posseduto uno simile, lo trattano come se fosse prezioso.

E’ invece ormai è chiaro che tutta questa faccenda dello stare tra le quattro mura, per qualche ragione a me ignota, li renda nervosi. E pensare che io in casa ci sto benissimo. Per carità, i primi tempi era pure piacevole godere della loro compagnia, ma adesso comincia a diventare troppo, non c’è più un posto dove io possa rilassarmi, il mio divano non è più mio, non per davvero, lo stesso vale per il letto, per non parlare dell’amato silenzio che è solo un ricordo perché quelle scatole, che loro sembrano apprezzare tanto, sono costantemente accese. Ci sono momenti in cui le fissano per ore, altri in cui non riescono a stare fermi e vagano da una stanza all’altra come mosche impazzite.

Non posso stare per conto mio neppure in balcone, è come se si fossero ricordati tutto ad un tratto di possederne uno. Se ne stanno lì immobili a prendere lunghe boccate d’aria e a godersi la lama di luce che filtra tra i palazzi. Questo lo capisco, anch’io adoro rotolarmi nel sole. Quanto a me faccio del mio meglio per essere d’aiuto, i miei umani sembrano gradire, dicono che le mie fusa hanno un potere rilassante.