Gente di Taipei, Bai Xianyong

“Un soffio di vento serale, tipico dei giorni invernali attraversa il cortile, accarezzando i gambi delle artemisie presenti in ogni dove, che emettono un suono; il grande soprabito nero di Shun’en, si alza e copre anche il padroncino. Luo rimane in piedi fra le artemisie, unisce le mani sulla pancia, strizza bene gli occhi, e guarda in alto verso il cielo pesante e nuvoloso, mentre i suoi capelli vengono mossi da una folata di vento freddo, e sembrano quasi prendere il volo.”

Con Gente di Taipei, Bai Xianyong ci accompagna in una Taipei sospesa tra ciò che è stato e ciò che non potrà più essere. La raccolta, che comprende quattordici racconti che restituiscono il ritratto di una comunità trasferitasi a Taiwan dalla Cina continentale e caratterizzata dall’incapacità di recidere il legame con la propria terra d’origine, è stata  pubblicata per la prima volta nel 1971.
I protagonisti appartengono a mondi differenti: ex militari, donne dell’alta società, cantanti, persone che un tempo godevano di prestigio e che ora cercano di conservare almeno il ricordo di ciò che erano. Ognuno porta con sé una storia personale, ma tutti sembrano condividere la stessa ferita: il tempo è passato, il mondo è cambiato e il passato, per quanto lo si possa rievocare, non tornerà.

Il focus dell’opera è proprio questo contrasto tra memoria e realtà. Attraverso feste, conversazioni, abiti eleganti e rituali quotidiani, i protagonisti tentano di ricreare un universo perduto. Ma dietro le apparenze si nascondono solitudine, disillusione e la difficoltà di accettare il cambiamento.
La scrittura di Bai Xianyong è raffinata ed evocativa. Le ambientazioni non sono semplici sfondi: contribuiscono a costruire un’atmosfera malinconica, nella quale anche i dettagli più ordinari sembrano custodire il peso di un’intera esistenza. La nostalgia, però, non viene idealizzata del tutto, può essere una forma di conforto, ma anche una prigione che impedisce ai personaggi di vivere pienamente il presente.

Un aspetto particolarmente interessante è il modo in cui le quattordici storie, pur autonome, si richiamano a vicenda, componendo un ritratto collettivo. Non siamo davanti a un romanzo dalla trama lineare, ma a una galleria di vite, desideri e rimpianti che, insieme, raccontano anche le trasformazioni storiche e sociali di un’epoca.

Sradicamento, memoria e illusione di poter fermare il tempo sono i concetti chiave di quest’opera in cui è forte l’analogia tra la patria perduta e la persona che si era stati nel passato quando ancora c’era l’illusione di avere la possibilità di fare ritorno a casa.

Consigliato a chi ama: la letteratura asiatica, i racconti psicologici, le narrazioni malinconiche e i libri capaci di raccontare la Storia attraverso le vite individuali.

Gente di Taipei, Bai Xianyong – Atmosphere libri