“Le fotografie che mi interessano, quelle che trovo riuscite, sono quelle aperte, che non raccontano una storia fino alla fine, ma lasciano allo spettatore la possibilità di fare a sua volta un pezzetto di strada insieme all’immagine, di continuarla e concluderla a proprio piacimento: una specie di trampolino del sogno.”
Doisneau = celebre bacio in Place de l’Hôtel de Ville? Sì, ma non solo! Infatti il percorso è costituito da ben 135 stampe, articolate in sezioni tematiche, e si pone l’obiettivo di raccontare a 360° gradi il mondo di questo incredibile fotografo, mettendo in luce attraverso le immagini, (scattate tra gli anni trenta e gli anni sessanta) gli aspetti che hanno contribuito a renderlo il protagonista indiscusso della fotografia umanista francese.
A differenza di altri fotografi che hanno scelto di girare il mondo, Doisneau ha viaggiato poco facendo di Parigi e della sua banlieue, il suo palcoscenico privilegiato.
“Quello che cercavo di mostrare era un mondo in cui mi sentivo a mio agio, in cui le persone erano gentili e dove potevo trovare la tenerezza che desideravo ricevere. Le mie foto erano come una prova del fatto che quel mondo può esistere.”
Una piccola curiosità e una chicca per gli archivisti (deformazione professionale 😅): le fotografie sono state custodite per decenni nell’Atelier Robert Doisneau di Montrouge, il luogo in cui il Dousneau ha stampato e archiviato le sue immagini per oltre cinquant’anni, lasciando un’eredità immensa: quasi 450.000 negativi.
Quando: 24 settembre 2026 -24 gennaio 2027
Dove: Palazzo dei Musei, viale Vittorio Veneto 9, Modena
Una piccola galleria delle mie dieci fotografie preferite (in ordine sparso):


