Sullo sfondo di Bangalore, Anand e Kamala, i protagonisti del romanzo, non sono che due facce della stessa medaglia, la rappresentazione di un paese emergente segnato dai conflitti e da profonde differenze sociali che, Lavanya Sankaran, con una scrittura semplice ma senza indugiare in sentimentalismi, sa raccontare e trasmettere al lettore.

Anand è colui che ce l’ha fatta, che, seppure di umili origini è riuscito a crearsi una vita diversa da quella dei propri genitori, è proprietario di una fabbrica, ha una bella casa, una moglie e due bambini, ma nonostante questo si trova a scontrarsi con le difficoltà derivate da una società che versa ancora in un equilibrio instabile, sospesa tra tradizione e modernità, e suo malgrado, si ritrova vessato da politici corrotti.

Poi c’è Kamala, che per vivere fa la serva proprio a casa di Anand e che lavora duramente perché vuole garantire al figlio Narayan, che ha allevato da sola, una vita e futuro migliore di quello che ha avuto in sorte.

Due protagonisti così vicini e insieme lontani, due scelte importanti, in un’India che strizza l’occhio al progresso senza però perdere il sapore di spezie.