Che cosa fanno libri e librai nei giorni del Coronavirus? Giorni  inverosimili quelli che stiamo vivendo. Per chi ha la fortuna di passare delle ore in casa e di stare bene sono soltanto giorni da passare in casa.

Molti di noi stanno riscoprendo il piacere della lettura, è sempre possibile andare in altri posti con la forza dell’immaginazione e delle storie. Qualcuno le scrive quelle storie. Qualcun altro trova somiglianze o vicinanza di emozioni. Leggevo proprio in questi giorni un libro ambientato durante la guerra in Spagna, quella degli anni trenta e sebbene la guerra sia qualcosa di diverso da quello che oggi viviamo, il senso di incertezza, di sconforto e anche di bisogno di umanità è lo stesso.

Cosa fanno i libri in questi giorni? Ci aiutano a distrarci,  a staccare o anche a catalizzare qualche emozione che resta dentro e che magari fa fatica ad uscire. Non è il momento di trattenere ma è il momento di esternare. Un buon libro vi aiuterà ne sono certa!

Bloccata in una casa che non è la stessa in cui vivo per il resto dell’anno, ho rimpianto inizialemente il non aver preso con me un lettore per e-book, o il libro che avevo sul comodino e non avevo finito di leggere. Ma poi mi sono accorta che forse l’assenza di questi oggetti è un’opportunità. In questa casa, in cui sono cresciuta e che per questo sarà sempre un po’ più mia di altre, una raccolta di libri ce l’ho, libri dimenticati in attesa di tempi più tranquilli e lenti in cui possano essere riscoperti. È una libreria casuale, i cui gusti riflettono le mie necessità negli anni, ma comunque molto fornita. Così ho tirato fuori libri dai cartoni, alcuni vengono da librerie temporanee create in altre case e in altre città in cui ho vissuto, tutte testimoni allo stesso modo di quel puzzle spezzettato della mia vita, fatta di cose e persone sparpagliate ovunque ma proprio per questo molto ben assortito.

Ho rispolverato le copertine,  cercato quelli che ancora non avevo sfogliato, qualcuno l’ho riletto dopo anni e qualcun altro l’ho regalato. È bello regalare, scambiare, aiutarsi in questi giorni. La generosità è la cosa bella in questi giorni brutti.

Ma se i miei libri, come mi auguro anche i vostri, stanno uscendo dal letargo e ritornano a vivere. Cosa faranno i librai intanto che quei libri non li possono vendere? Ho spulciato nelle pagine facebook di amici librai per farmi un’idea. Sono giorni in cui le priorità sono altre e le informazioni troppe e così ogni giorno guardo a questa vicenda del Coronavirus con una prospettiva differente. Oggi è quella dei libri, dell’editoria e dei librai.

Tutta l’editoria, settore di per sè difficile e in cui si fa fatica, ovviamente ne sta risentendo ma in tempi di crisi il pensiero va ai piccoli, ai meno protetti come per esempio le librerie indipendenti. E con esse, il pensiero va a quegli scrittori che si sono affidati a case editrici piccole e indipendenti e a canali editoriali di questo tipo. Queste realtà pubblicano spesso prodotti di grande valore qualitativo ma hanno una struttura economica più fragile e sono proprio loro in questi giorni che rischiano di scomparire. Il loro ruolo, affianco alle case editrici più note e alle catene distributive più importanti che sono a mio avviso necessarie, è fondamentale per garantire che una plurarità di storie trovi uno spazio delle nostre librerie.

Cosa stanno facendo allora questi librai?

Io ho spulciato su facebook e ho visto diverse inziative. Molte librerie hanno attivato la consegna a domicilio o la spedizione. In alcuni casi, se non volete che il vostro ordine gravi sul lavoro difficile che in questi giorni fanno commessi e trasportatori, potete anche acquistare un  buono acquisto che vi consentirà, quando sarà poi possibile tornare in libreria, di prelevare i testi già pagati. Questa seconda iniziativa, sebbene non vi consenta di avere subito libri in vostro possesso, permette però di pagare in anticipo la libreria che così potrà fronteggiare questo momento. Se opzionate, come ho fatto io, questa soluzione, rispolverare la vostra libreria sarà un’ ottima possibilità per le letture in quarantena.

Vi invito ad andare su facebook e cercare questa inziativa nella vostra città oppure inziative che servono il vostro territorio.

Alla “Confraternita dell’Uva” di Bologna le due inziative di cui vi parlavo sono possibili e nel caso della consegna a domicilio i libri saranno consegnati in bicicletta (dopo un “dlin dlong” alla porta vi verrà lasciato il pacco sull’uscio senza alcun pericolo di contagio). La confraternita dell’uva Libreria Indipendente

Altre iniziative le potete trovare sul fantastico blog “La Sere legge” Libreria a domicilio: Bologna e non solo.