” – Se le muore inopinatamente un ospite in casa, si guardi bene dall’avvertire la polizia. Chiami un taxi e gli dica di condurla all’ospedale con l’amico che ha avuto un malore. Il decesso verrà constatato appena arrivati al pronto soccorso e lei potrà assicurare, testimone alla mano, che il trapasso del tizio è avvenuto durante il tragitto. In questo modo, la lasceranno in pace.
– Io,  a dire la verità, mi sarei preoccupato di chiamare un medico, non la polizia. – Stesso risultato. Quelli sono tutti in combutta. Se qualcuno di cui non le importa un accidenti ha una crisi cardiaca nel suo appartamento, il primo ad essere sospettato è lei.
– Sospettato di che, se ha avuto una crisi cardiaca?
– Finché non verrà dimostrato che è stata una crisi cardiaca, casa sua sarà considerata come la scena di un crimine. Lei non potrà più toccare niente. Il suo alloggio sarà invaso dalle autorità, ci mancherà poco che non traccino la posizione del corpo con il gesso. Si sentirà a disagio. Le faranno mille domande, sempre le stesse.
– E dov’è il problema, se uno è innocente?
– Ma lei non è innocente. Una persona è morta in casa.
– Bisogna pur morire da qualche parte.
– A casa sua, non al cinema, non in banca, non nel sonno.
Quel tale ha aspettato di trovarsi a casa sua per passare a miglior vita. Le coincidenze non esistono. Se è morto nella sua abitazione, lei c’entra per forza qualcosa.

(Cit. Amélie Nothomb)