Desidero che il messaggio dei Racconti di San Francisco raggiunga il pubblico più vasto possibile: adolescenti e nonni, e tutte le persone che credono di non aver mai conosciuto un gay. Accontentarsi di qualcosa di meno sarebbe tradire lo spirito di gioiosa accettazione della differenza che è il bello della vita a Barbary Lane.


Armistead Maupin

In Tales of the city, Armisted Maupin catapulta il lettore direttamente al numero 28 di Barbary Lane, nella libera e disinibita San Francisco degli anni ’70. È impossibile non affezionarsi ai protagonisti, a partire dalla signora Madrigal, l’eccentrica padrona di casa che coltiva marijuana e considera i suoi coinquilini come una grande famiglia. Durante la lettura, strutturata in susseguirsi di brevi racconti, ho avuto modo di conoscere l’ingenua Mary Ann Singleton, fresca di trasferimento da Cleveland, Michael Tolliver, un ragazzo gay, scappato da una famiglia estremamente conservatrice, la coinquilina di quest’ultimo, Mona Ramsey, cinica ma solo in apparenza e Brian Hawkins, un inguaribile donnaiolo. Attorno a questo microcosmo ruotano poi una miriade di altri bizzari personaggi. L’autore mi ha introdotto nel loro mondo, a poco a poco, facendomi sentire parte integrante della famiglia della signora Madrigal a tal punto che, una volta arrivata alla conclusione del romanzo, mi è sembrato di dovere salutare gli amici di una vita.

Tales of the city. I racconti di San Francisco, Armistead Maupin, BUR.