Si chiama Nino il nuovo libro di Rosanna Evangelista. Racconta la storia di un ragazzo dalla vita non facile che come molti altri, negli anni settanta, vive il suo personale riscatto attraverso l’emigrazione. In questa storia, raccontata da un anziano nonno Giorgio ai nipoti, si possono ritrovare immagini e suggestioni di quell’epoca e della vita dei paesi nell’Italia del sud, ma anche spunti più contemporanei sulla condizione di chi arriva nel nostro Paese con a volte speranze che non sappiamo neppure immaginare. Nino però é soprattutto una storia di un sentimento universale e atemporale, il coraggio, di affrontare le difficoltà, vivere appieno e andare avanti.

Buona lettura

“Il mondo di un bimbo di dieci anni finisce tra le mura domestiche, può arrivare dalla scuola o alla parrocchia, alla piazza del paese. Non va oltre. Non ne ha necessità, né curiosità. Si impara la cartina geografica solo per dovere, e non per trovare spiegazioni. A dieci anni i confini del vivere sono belli, proprio perché limitati. C’é una libertà mentale che scavalca quella fisica. Una libertà che, con il passare del tempo, farà spazio alla responsabiltá. Ma é lontana, tutto é lontano. Ciò che a quell’etá é vicino, molto vicino, é il calore del nido familiare, la gioiositá di stare con i compagni di gioco, un gelato dal sapore vero, indimenticabile, una partita a calcio, il sudore di una corsa tra i campi. A dieci anni non ci sono certezze per cui essere felici. I bisogni primari sono primari.” 

Cit. del nuovo libro di Rosanna Evangelista – Nino. Edito dalla casa editrice Kimerik.

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